Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato una nuova serie di operazioni mirate nella Striscia di Gaza, culminate nell’eliminazione di diversi appartenenti all’unità d’élite Nukhba di Hamas e di un comandante del sistema missilistico anticarro della Jihad Islamica Palestinese.

Secondo quanto comunicato dall’IDF, nella giornata di oggi, sabato 10 ottobre, l’Aeronautica israeliana ha colpito un raduno di operativi della Nukhba a Gaza City. Tra gli uomini uccisi nell’operazione figurerebbero Muad Mazen Hamza Hassouna e Muhammad Riyad Khader Arahim, entrambi identificati dall’intelligence israeliana come membri dell’ala militare di Hamas.

In un’operazione separata, condotta nella zona di Al-Tuffah, nel settore settentrionale della Striscia, le forze israeliane hanno eliminato Muhammad Walid Saadi Nakhala, indicato come comandante del sistema missilistico anticarro dell’ala militare della Jihad Islamica Palestinese.

Le operazioni si inseriscono in un contesto di crescente tensione lungo le linee di dispiegamento israeliane. Secondo l’IDF, nelle ultime settimane Hamas e le altre organizzazioni armate palestinesi avrebbero intensificato gli attacchi contro i militari israeliani, tentando contemporaneamente di ricostituire le proprie capacità operative, in sistematica violazione degli accordi di cessate il fuoco.

L’esercito israeliano sostiene che gli attacchi siano stati condotti per neutralizzare minacce concrete contro le proprie truppe e impedire il consolidamento delle infrastrutture militari delle organizzazioni terroristiche.

Prima delle operazioni, secondo il comunicato militare, sarebbero state adottate specifiche precauzioni per limitare il rischio di vittime civili, attraverso l’impiego di munizionamento di precisione e attività di sorveglianza aerea.

Il Comando Meridionale dell’IDF ha ribadito che le proprie forze rimangono schierate nella Striscia di Gaza conformemente agli accordi vigenti e continueranno a intervenire contro qualsiasi minaccia imminente.

La posizione israeliana rimane dunque quella di mantenere il dispositivo militare previsto dal cessate il fuoco, senza rinunciare a operazioni mirate contro i gruppi armati che, secondo l’intelligence israeliana, continuano a organizzare attacchi e a ricostruire le proprie capacità militari.