A dodici giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, Gadi Eisenkot lancia una sfida frontale a Benjamin Netanyahu, promettendo di porre definitivamente fine al dominio di Hamas sulla Striscia di Gaza.

Parlando oggi dal confine con Gaza, l’ex Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane leader del partito Yashar ha annunciato che, qualora diventasse Primo Ministro, il suo governo eliminerà il controllo politico di Hamas e distruggerà la sua struttura militare entro diciotto mesi dall’insediamento.

«Mi impegno affinché, entro diciotto mesi dal mio ingresso nell’ufficio del Primo Ministro, Hamas non governi più la Striscia di Gaza. Distruggeremo la sua ala militare», ha dichiarato Eisenkot.

L’ex generale ha indicato due possibili percorsi: l’attuazione del piano del Presidente americano Donald Trump, già accettato dal governo Netanyahu, oppure il ricorso diretto alle capacità militari e operative israeliane. Entro i primi 150 giorni di governo verrebbe inoltre elaborato un piano per smantellare il potere di Hamas.

Ma è soprattutto l’attacco politico a Netanyahu a segnare un’escalation nella campagna elettorale.

«Per diciassette anni Netanyahu e il Likud hanno ingannato i cittadini israeliani e rafforzato Hamas», ha accusato Eisenkot, sostenendo che il governo abbia fallito nel raggiungere uno degli obiettivi fondamentali della guerra iniziata dopo il massacro del 7 ottobre 2023.

«Se vi foste concentrati maggiormente sul vostro lavoro e meno sulla preparazione degli slogan, forse il 7 ottobre si sarebbe potuto evitare. Tra dodici giorni andrete a casa», ha aggiunto.

La replica del Likud non si è fatta attendere. Il partito di Netanyahu ha contestato la credibilità della promessa, chiedendo come Eisenkot potrebbe distruggere Hamas senza ottenere il consenso di Mansour Abbas e Ahmad Tibi, esponenti della politica araba israeliana.

Eisenkot ha tuttavia ribadito che non intende includere nella propria coalizione formazioni che non riconoscano Hamas come organizzazione terroristica e non ne sostengano lo smantellamento.

Anche l’ex generale Ofer Winter e il Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir hanno attaccato Eisenkot, accusandolo di avere sostenuto in passato una linea troppo accomodante nei confronti di Hamas.

La questione di Gaza diventa così il terreno centrale dello scontro per la guida di Israele. Eisenkot cerca di presentarsi come l’alternativa capace di ottenere una vittoria strategica che, a suo giudizio, Netanyahu non ha saputo conseguire. Il Primo Ministro e i suoi alleati contestano invece proprio la credibilità militare e politica del suo avversario.

La promessa di Eisenkot è ambiziosa, ma il suo successo dipenderebbe non soltanto dalla distruzione dell’apparato militare di Hamas, bensì dalla costruzione di un’alternativa di governo concretamente capace di sostituirlo.

Il 27 ottobre gli israeliani saranno chiamati a scegliere anche tra queste due visioni della sicurezza nazionale.