Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato oggi che l’ultimo contingente italiano ha lasciato il Paese, concludendo la partecipazione alla missione internazionale Inherent Resolve, avviata nel 2014 per contrastare lo Stato Islamico. Gran parte dei militari italiani era già stata ritirata nei mesi scorsi.
La conclusione della missione avviene nel quadro dell’accordo raggiunto nel 2024 tra Baghdad e l’amministrazione Biden, che prevedeva la fine della missione della coalizione entro il 30 settembre 2026. Anche le forze statunitensi stanno completando in queste ore il ritiro dalle ultime basi irachene.
Per l’Italia si chiude così una presenza iniziata nell’ottobre del 2014: negli anni il contingente italiano ha partecipato soprattutto all’addestramento e al supporto delle forze di sicurezza irachene e curde nella lotta contro Daesh.
Il ritiro dalla missione internazionale, tuttavia, non equivale alla fine della cooperazione militare tra Roma e Baghdad. Il Parlamento italiano ha infatti autorizzato per il 2026 una nuova missione bilaterale in Iraq, destinata a garantire continuità al supporto italiano alle forze di sicurezza del Paese nel nuovo quadro successivo a Inherent Resolve.
Il passaggio avviene in una fase particolarmente delicata: secondo analisti e funzionari della sicurezza iracheni citati da Reuters, l’uscita della coalizione potrebbe aumentare lo spazio d’azione delle milizie sostenute dall’Iran e, contemporaneamente, creare condizioni favorevoli alla riorganizzazione delle cellule residue dello Stato Islamico.
Dopo 12 anni, l’Italia ha completato il ritiro dei propri soldati dall’Iraq
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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