Il Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas è intervenuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite un video preregistrato, dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto per partecipare personalmente.
Abbas ha accusato Israele di condurre a Gaza una “guerra genocida”, di sostenere il “terrorismo dei coloni” in Giudea e Samaria e di perseguire un progetto volto, secondo lui, a costringere i palestinesi ad abbandonare la propria terra. Ha inoltre parlato di “pulizia etnica”, “terrorismo di Stato” e “giudaizzazione” di Gerusalemme.
Nel suo intervento Abbas ha anche attaccato Washington per il divieto d’ingresso imposto alla delegazione palestinese. Gli Stati Uniti avevano motivato il provvedimento citando, tra le altre questioni, le iniziative dell’Autorità Palestinese contro Israele presso organismi internazionali, i pagamenti destinati a terroristi e la glorificazione della violenza. Abbas ha respinto le accuse, sostenendo che l’Autorità Palestinese abbia intrapreso riforme e sia impegnata a “ripudiare la violenza e il terrorismo”.
Abbas, tuttavia, non ha menzionato Hamas né il massacro del 7 ottobre.
Nella seconda parte del suo intervento, Abbas ha insistito sul fatto che i palestinesi «resteranno sulla loro terra», affermando che non accetteranno lo sfollamento e «non scompariranno». Ha sostenuto che occupazione militare, insediamenti, annessione e quella che ha definito «violenza dei coloni» non possano produrre una soluzione né garantire una sicurezza duratura.
Il presidente dell’Autorità Palestinese ha quindi rilanciato la prospettiva dei due Stati, indicando come obiettivo «uno Stato palestinese accanto allo Stato di Israele» e sostenendo che un accordo israelo-palestinese potrebbe aprire la strada a integrazione regionale, cooperazione, prosperità e sicurezza. Abbas ha descritto il futuro Stato palestinese come democratico, rispettoso dello Stato di diritto e dei diritti umani e, soprattutto, non militarizzato.
Nel discorso Abbas ha inoltre dichiarato di respingere gli attacchi contro i civili «da qualsiasi parte provengano», il terrorismo e l’estremismo in tutte le loro forme, aggiungendo che l’Autorità Palestinese combatte antisemitismo, razzismo e odio.
Abbas è stato più volte duramente criticato per precedenti dichiarazioni antisemite, compreso il discorso del 2018 nel quale attribuì la persecuzione degli ebrei europei anche al loro comportamento sociale ed economico.
Il suo discorso ha cercato di accreditare l’Autorità Palestinese come interlocutore per una futura soluzione politica, contrapponendo questa immagine tanto a Israele quanto alle organizzazioni armate palestinesi, senza però affrontare direttamente alcune delle questioni più controverse che gravano su quella stessa prospettiva.
Abbas “arriva” all’ONU in video conferenza: accusa Israele di “guerra genocida” e attacca gli Stati Uniti
Modificato il 24 settembre 2026 alle 18:40
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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