Il generale Avi Gil, ex segretario militare del primo ministro Benjamin Netanyahu e suo consigliere durante il massacro del 7 ottobre 2023, rompe il silenzio e lancia accuse pesantissime contro l’ufficio del premier israeliano.
Secondo Gil, alcuni collaboratori di Netanyahu avrebbero tentato di modificare la documentazione ufficiale relativa alle prime ore dell’attacco di Hamas, nel possibile tentativo di sollevare il primo ministro dalle proprie responsabilità.
Al centro delle accuse c’è una modifica dell’orario della prima telefonata tra Gil e Netanyahu: dalle 6:40 alle 6:29 del mattino.
Il capo di gabinetto del premier, Tzachi Braverman, è già indagato per sospetta falsificazione e frode in relazione alla presunta alterazione dei documenti.
Gil ha definito quanto accaduto parte di un possibile «modello di comportamento criminale», sostenendo che la ricostruzione ufficiale presentata da Netanyahu non rappresenterebbe integralmente ciò che avvenne quella mattina.
L’ex segretario militare ha inoltre denunciato la mancata istituzione di una commissione statale d’inchiesta indipendente, spiegando di aver atteso tre anni nella speranza di poter testimoniare davanti a tale organismo.
Il Likud ha respinto categoricamente le accuse, definendole parte di una campagna di propaganda politica contro Netanyahu, e ha ribadito che il premier non ricevette alcun avvertimento preventivo sull’imminente attacco di Hamas.
Le dichiarazioni di Gil, se confermate, aprirebbero uno scenario estremamente grave: non soltanto quello delle responsabilità politiche e militari per il 7 ottobre, ma anche quello di una possibile manipolazione della documentazione destinata a ricostruire le decisioni assunte nelle ore più drammatiche della storia recente di Israele.
7 ottobre, accuse gravissime di un generale contro l’ufficio di Netanyahu: «Hanno tentato di alterare i verbali ufficiali»
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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