Qatar: “I nostri aiuti non finanziavano Hamas. Se il denaro è arrivato al gruppo, la responsabilità è di Israele”

Doha respinge le accuse secondo cui i finanziamenti qatarioti destinati alla Striscia di Gaza avrebbero contribuito al rafforzamento militare di Hamas prima del 7 ottobre.

La replica arriva dopo un’inchiesta del New Yorker, basata anche su documenti sequestrati da Israele, secondo cui nel 2019 un dirigente di Hamas avrebbe definito i fondi del Qatar «l’arteria principale del movimento».

Il governo qatariota sostiene invece che il denaro fosse destinato alla popolazione civile e che l’intero meccanismo fosse coordinato con Israele e con partner internazionali. Secondo Doha, denaro, carburante, medicine e altri beni entravano nella Striscia sotto supervisione israeliana.

Il Qatar si spinge quindi oltre: se parte dei finanziamenti fosse effettivamente arrivata ad Hamas, la responsabilità ricadrebbe su Israele, comprese le amministrazioni Netanyahu, Bennett e Lapid e gli apparati di sicurezza coinvolti nella supervisione dei trasferimenti.

I trasferimenti qatarioti verso Gaza iniziarono nel 2018 con l’approvazione del governo Netanyahu e arrivarono, secondo il New Yorker, fino a circa 30 milioni di dollari al mese. Netanyahu li aveva difesi come uno strumento per evitare una crisi umanitaria e mantenere la calma nella Striscia.

Parallelamente, un’inchiesta di Yedioth Ahronoth citata dal Times of Israel sostiene che l’intelligence israeliana avesse valutato che il denaro qatariota potesse finanziare fino alla metà del budget dell’ala militare di Hamas. L’ufficio del primo ministro ha respinto questa ricostruzione, definendola basata su accuse già smentite.