Secondo il New York Times, il presidente Donald Trump ha deciso di non autorizzare una vasta operazione aerea statunitense contro gli Houthi in Yemen, quando i preparativi militari erano ormai in fase estremamente avanzata.
L’operazione sarebbe stata predisposta dal Pentagono dopo una richiesta personale del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, mentre Riyadh affronta una nuova escalation con il movimento yemenita sostenuto dall’Iran.
Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa americana, le liste degli obiettivi erano già state approvate e le bombe stavano venendo caricate sugli aerei statunitensi quando Trump ha deciso di fermare l’attacco.
All’interno dell’amministrazione diversi consiglieri si sarebbero opposti all’apertura di un ulteriore fronte in Medio Oriente, sottolineando i rischi di sovraestensione militare e le possibili conseguenze sulla sicurezza energetica regionale.
La notizia offre inoltre una possibile chiave di lettura dei movimenti militari osservati nelle ultime ore: almeno due bombardieri strategici B-1B Lancer statunitensi sono decollati dalla base britannica di RAF Fairford in una sortita collegata alle operazioni americane in Medio Oriente. Le informazioni pubblicamente disponibili, tuttavia, non consentono ancora di confermare che la loro destinazione operativa fosse effettivamente lo Yemen.
La decisione americana appare quindi essere arrivata quando la macchina militare era già stata messa in movimento: un attacco contro gli Houthi era molto più vicino all’esecuzione di quanto fosse apparso inizialmente.
Trump ferma all’ultimo momento i raid contro gli Houthi
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
Apri il post originale