Il crollo dell’edificio al-Sa'ada, due giorni fa nella città di Gaza, ha trovato spazio nell’informazione italica che, anche stavolta ma ormai non ci stupiamo più, ha riportato la notizia con grande enfasi e poca precisione.
 
Non abbiamo più dubbi che proprio la mancanza di precisione sia ormai un atto dovuto agli amici degli amici che non si debbono mai scontentare, o forse di fede verso coloro che, è risaputo, non raccontano mai bugie e, meno che mai, gonfiano i dati a dismisura. Tanto nessuno controlla e tutto fa brodo al punto che qualsiasi notizia che arriva da Gaza e dintorni, con Hamas come fonte autorevole lo dice anche Al Jazeera, non necessità di alcuna verifica prima della pubblicazione e che non merita smentite dopo essere stata sputtanata.
 
Passatemi il termine sputtanata anche se giornalisticamente dovrei scrive smascherata o, in maniera più chic, debunkata.
 
Tornando al palazzo al-Sa'ada, o alle sue macerie, autorevoli testate e programmi televisivi hanno riportato, come ha fatto Il Messaggero di Roma, il lancio proprio di Al Jazeera che cita:
 
“Almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l’edificio, tra cui circa 50 bambini. Tutti stanno cercando di reperire qualsiasi attrezzatura possibile per aiutare a recuperare le vittime. L’edificio è crollato intorno all’una di notte mentre le persone dormivano. Possiamo sentire le voci dei cittadini sotto le macerie e le nostre squadre stanno cercando di raggiungerli ma l’occupante israeliano si rifiuta di consentire l’ingresso di mezzi pesanti nella Striscia di Gaza.”

 
Un modo furbo per intenerire i cuori, il 50% dei sepolti sono bambini, e per non perdere l’occasione di incolpare Israele di qualcosa non importa cosa. Ma molto più furbo, tanto in Europa si bevono tutto, è mescolare realtà e propaganda in modo che la strumentalizzazione, anche di una notizia tragica, possa essere spesa nel mercato della propaganda. Le ceneri di Joseph Goebbels staranno festeggiando a caviale e champagne nel vedere quanto sono stati bravi gli alleati musulmani nell’apprendere quell’arte di cui lui sarà sempre il massimo esponente: la Propaganda. In fondo il Gran Muftì di Gerusalemme Ḥājj Amīn al-Ḥusaynī era un grande amico, suo e del Führer.
 
Detto questo torniamo alla notizia e cerchiamo di rimetterla su un binario che corre quanto più possibile vicino alla realtà dei fatti. Una delle fonti palestinesi che si oppongono a Hamas, quelle che non possono mai essere prese per buone per così vuole il Mainstream (Soviet Supremo), sostiene che il crollo è stato dovuto a lavori di ripristino di un vecchio tunnel scavato da Hamas sotto la struttura.  Secondo una di queste fonti si tratta dello stesso tunnel in cui è stato eliminato il leader di Hamas Jamal al-Zabda, "il professore", che aveva ricoperto il ruolo di responsabile dello sviluppo dei motori dei razzi di Hamas, insieme ad altri leader, tra cui Bassam Issa.
 
Ma non è tutto perché sembra che uno dei 21 morti nel crollo, 21 e non cento e non sembra ci fossero bambini, è Mahmoud Saada, uno delle guardie del corpo di Ismail Haniyeh, il defunto presidente dell'ufficio politico di Hamas ideatore e organizzatore del 7 ottobre 2023.
 
Magari anche queste fonti andavano ascoltate così come lo facciamo noi, ma pretendere la logica in un periodo in cui tutto va al contrario è diventato impossibile. Noi lo facciamo e continueremo a farlo perché è la massima espressione di rivolta e libertà.