Vance: «La politica americana in Medio Oriente non può essere subordinata a Israele»

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance afferma che Washington non può permettere che la propria politica estera in Medio Oriente sia «subordinata allo Stato di Israele».

Intervenendo a una conferenza organizzata dall’All-In Podcast, Vance ha definito Israele un partner importante degli Stati Uniti nel campo della tecnologia militare e della condivisione dell’intelligence, sottolineando però che gli interessi dei due Paesi non coincidono necessariamente in ogni circostanza.

Secondo Vance, Donald Trump avrebbe dimostrato una particolare disponibilità a prendere le distanze dal premier Benjamin Netanyahu quando ritiene che gli interessi americani siano differenti da quelli del governo israeliano.

«Lavoreremo con loro quando saremo d’accordo, saremo in disaccordo quando saremo in disaccordo. E perseguiremo gli interessi dell’America», ha affermato il vicepresidente.

Vance ha paragonato il rapporto con Israele a quello degli Stati Uniti con la NATO: un’alleanza o una partnership strategica, nella sua impostazione, non comporta l’automatica coincidenza delle rispettive politiche estere.

Le parole del vicepresidente delineano quindi con particolare nettezza la dottrina America First applicata anche al rapporto con Israele: cooperazione strategica e militare, ma rivendicazione dell’autonomia decisionale di Washington.