Un fatto particolarmente insolito si è verificato oggi in Arabia Saudita: le autorità hanno diramato un’allerta di sicurezza anche alla Mecca, città santa dell’Islam, nel quadro della crescente minaccia rappresentata dagli attacchi degli Houthi yemeniti. L’allarme è successivamente rientrato. Reuters riferisce che si tratta del primo allarme di questo tipo alla Mecca nell’attuale fase del conflitto.

Sui social sauditi hanno iniziato contemporaneamente a circolare riferimenti a un possibile attacco contro la città. Tra questi quello del noto religioso saudita Tawfiq al-Sayegh, che ha pubblicato un’immagine della Kaaba accompagnandola con una preghiera: «O Allah, proteggi i Due Luoghi Santi e ciò che li circonda […] proteggi il Regno dell’Arabia Saudita».

Al momento, tuttavia, non risulta una conferma ufficiale che la Mecca sia stata effettivamente colpita, né è possibile attribuire agli Houthi un attacco contro la città sulla sola base delle informazioni circolate sui social. È invece confermato che gli allarmi sauditi si inseriscono in una nuova e pesante escalation.

Riyadh ha infatti accusato gli Houthi di aver attaccato lunedì Khamis Mushait, Abha e Taif con missili balistici e droni, provocando 13 feriti e danni a sette abitazioni e due veicoli. Il comando della coalizione saudita ha promesso di adottare le misure necessarie per fermare ulteriori attacchi.

Il dato politicamente significativo è anche un altro: la minaccia Houthi viene ormai comunicata molto più apertamente alla popolazione saudita, comprese allerte in città simbolicamente sensibilissime come la Mecca.

Resta da capire se si tratti semplicemente della conseguenza dell’allargamento geografico della minaccia oppure se Riyadh stia preparando l’opinione pubblica a una nuova e più intensa fase del confronto militare con Ansar Allah. Quest’ultima, per ora, rimane un’ipotesi e non un fatto accertato.