La nuova escalation militare nello Yemen sta assumendo rapidamente le dimensioni di una nuova emergenza umanitaria.
Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni delle Nazioni Unite, almeno 76.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case dall’inizio dell’intensificazione dei combattimenti a luglio.
Il dato è aumentato con una velocità impressionante: soltanto pochi giorni fa gli sfollati censiti erano circa 46.000. L’IOM riferisce che i numeri sono quasi raddoppiati nel giro di pochissimo tempo mentre i combattimenti si estendono lungo la costa occidentale e sul fronte meridionale di Taiz.
La situazione più grave si registra proprio nel governatorato di Taiz, dove sono state sfollate quasi 50.000 persone. Altre 17.000 circa hanno lasciato le proprie abitazioni nel governatorato di Lahj, oltre 8.100 ad Al-Hodeidah e più di 1.100 ad Aden.
Molte di queste famiglie erano già state costrette a fuggire una o più volte durante i dodici anni di guerra nello Yemen. Le Nazioni Unite segnalano difficoltà crescenti nel raggiungere la popolazione: strade interrotte, comunicazioni compromesse e linee del fronte in rapido movimento stanno ostacolando la distribuzione degli aiuti.
L’emergenza arriva mentre l’offensiva degli Houthi sostenuti dall’Iran ha modificato rapidamente gli equilibri sul terreno, portandoli alla conquista di Mokha e a ridosso dello stretto di Bab el-Mandeb, uno dei passaggi marittimi strategicamente più importanti al mondo.
Il ritorno della guerra su vasta scala nello Yemen non è quindi soltanto una questione militare o regionale. Mentre il controllo del Mar Rosso e di Bab el-Mandeb assume un peso sempre maggiore nello scontro che coinvolge Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti, sono ancora una volta decine di migliaia di civili yemeniti a pagarne immediatamente il prezzo.
Yemen, oltre 76.000 sfollati mentre la guerra torna a dilagare
Modificato il 13 settembre 2026 alle 00:25
Pubblicato sul canale Israele Senza Filtri
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